DDL sulle professioni sanitarie, a che punto siamo?

  • DDL sulle professioni sanitarie, a che punto siamo?

    DDL sulle professioni sanitarie, a che punto siamo?

    L’Associazione Nazionale Professionisti Osteopati, apprende con estremo piacere l’impegno e la serietà di alcuni parlamentari, rispetto al DDL 1324 sul riordino delle professioni sanitarie.

    In particolare apprezziamo l’impegno della Senatrice Emilia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato della Repubblica, la quale si è pubblicamente scontrata con alcune categorie molto poco informate sulla Medicina Osteopatica e molto interessate al proprio tornaconto, adoperandosi in prima persona per gli interessi degli Italiani, poiché una regolamentazione dell’Osteopatia e della Chiropratica, porterà prima di tutto un beneficio ai Cittadini, in termini di qualità ed efficacia del trattamento e di chi lo compie.

    Ma è proprio sulle modalità di questa regolamentazione che l’A.N.P.O. vuole avviare un serio dibattito, ed apportare il proprio contributo alla discussione. Nel vasto mondo dell’Osteopatia infatti, non mancano quelli che invece di fare un gioco di squadra, preferiscono millantare pseudo registri, o pseudo organi competenti in materia osteopatica: in Italia ad oggi, non esiste né un registro né un organo competente al rilascio di “patenti” osteopatiche. Da questo punto di vista, l’A.N.P.O. invita caldamente queste associazioni a non scrivere cose mendaci sui loro siti. Esistono però le Associazioni Professionali costituite ai sensi della Legge 4/2013, le quali se rispettose delle disposizioni della stessa, possono rilasciare all’Osteopata un’attestazione nella quale si certifica il percorso studi, la formazione continua, ed il rispetto del Codice Deontologico, abilitandolo alla professione.

    Nella discussione in sede di Commissione Sanità del Senato, erano emerse tre versioni riguardanti l’articolo 4 del DDL, ed indubbiamente la proposta di modifica n. 3.0.1, era quella che si avvicinava di più ad una degna ed esauriente regolamentazione, la quale dettava bene le linee guida per gli enti competenti in materia. Come sappiamo, le mediazioni politiche necessarie all’approvazione del DDL, nonché la debolezza politica di alcune associazioni numericamente “forti”, non hanno permesso l’approvazione del 3.0.1, demandando alla Conferenza Stato-Regioni ed ai Ministeri competenti, l’individuazione del percorso studi e la questione dei “titoli equipollenti”.

    Le questioni aperte quindi, rimangono moltissime, per non dire tutte, e la Camera (molto probabilmente) dovrà integrare quel testo, seguendo proprio le indicazioni della De Biasi, la quale in un recente convegno riportato sulla propria pagina FB, ha affermato che “alcune scuole tra quelle già in attività, verranno formalmente riconosciute dal Ministero della Sanità”.

    A questo punto, chiediamo alla Sen. De Biasi di favorire un incontro tra tutte le associazioni di categoria formatesi ai sensi della L.4/2013, e le scuole di osteopatia, affinché tutte le realtà operanti sul territorio vengano coinvolte in egual misura nella discussione che riguarda il futuro degli attuali osteopati, nonché di quelli futuri.

    Dr. Giuseppe Forestieri D.O., Presidente A.N.P.O.

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